Martedì, 8 Dicembre 2009
Il limite riguarderà le zone residenziali: punta alla tutela di ciclisti e pedoni

Auto a 30 all’ora in centro

È una delle novità previste dal Piano del traffico che arriverà entro giugno

SAN DONÀ DI PIAVE – Dopo la commissione, la Giunta e infine il consiglio comunale, con in mezzo vari confronti con i cittadini e le associazioni di categoria. Sarà questo il percorso del Put, il Piano urbano del traffico che dovrebbe essere adottato entro il prossimo giugno.
«Gli obiettivi del Piano – spiegano il sindaco Francesca Zaccariotto e l’assessore Giansilvio Contarin – sono il miglioramento delle condizioni di circolazione per ridurre la congestione stradale, l’incentivazione all’uso del trasposto pubblico, la riduzione degli incidenti stradali, dell’inquinamento atmosferico e acustico, il rispetto e la salvaguardia dei valori ambientali, il contenimento dei costi pubblici e privati e la difesa delle utenze deboli, quali pedoni e ciclisti».
Anticipati alcuni punti del Put, come la pedonalizzazione del centro, l’esclusione dei mezzi pesanti dallo stesso. Ma anche zone a traffico pedonale privilegiato e zone con limite di velocità pari a 30-40 chilometri l’ora che coincidono con isole ambientali residenziali limitate dalla viabilità urbana principale. E per quanto riguarda le biciclette il Piano consentirà la creazione di una rete coerente di itinerari ciclabili comunali con la ricerca delle possibili connessioni tra le varie località e polarità.
«Questo importante strumento – continuano – arriverà finalmente alla presentazione ufficiale: è l’inizio di un percorso che dovremo chiudere entro giugno. Tempo che ci serve per darne ampia divulgazione, farlo conoscere adeguatamente, perché porterà a rilevanti trasformazioni sul sistema della mobilità. Il tutto finalizzato al miglioramento della fruibilità delle strade e ad una migliore vivibilità sia in centro che in periferia. Ora si partirà con il confronto con le categorie e la cittadinanza. Analizzeremo tutti i suggerimenti che arriveranno, perché vorremmo che questo strumento fosse il più possibile condiviso».